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La Storia di Trafoi

*Ricercatori e studiosi suppongono e, tradizioni confermano, che il luogo ove ora sorge il Santuario dell'Apparizione della Madonna e delle Tre Fontane Sante era frequentato anticamente dai Druidi celtici i quali istruivano i loro successori.

In una descrizione di S.Enodio, Vescovo di Pavia (morto nel 521), si legge che un S.Antonio fuggì da Bormio al momento in cui avrebbe dovuto divenire prete, salì lungo la Valfurva per raggiungere il maso Milanz (la collina del paese di Tarces). Trovò due eremiti delle Tre Fontane e si unì a loro fermandosi fino alla morte di questi. (P. Sebastiano Heinz - I celti in val Venosta - 1895). Già prima di Cristo, allora qui esisteva un posto di culto pagano e nell'epoca del cristianesimo vissero eremiti cristiani. Se le annotazioni di S.Enodio sono veritiere, il Santuario delle Tre Fontane sarebbe uno dei più antichi dell'Alto Adige.

Nel 1229 il pio pastore di nome Moritz, vide Tre getti d'acqua uscire improvvisamente dalla roccia e ciascuno portava con sé una Croce. Il documento dice: "In verità gli angeli sono scesi dal cielo ed hanno portato tre Croci". Nell'incanto dell'avvenimento il pastore afferrò una delle Croci e, tenendola nella mano destra, disse: "Offro questa Croce alla parrocchia di Stelvio di S.Ulrich". Ancora oggi a Stelvio la croce viene portata nelle processioni, per tradizione, sull'asta della bandiera dei giovani scapoli. "L'altra Croce la offro", così continuò il pastore, "al convento di S.Giovanni Battista a Monastero (Mustair, in Svizzera)". Mentre il pastore pensava a chi potesse offrire la terza Croce, questa sparì tra le acque.**
Nella chiesa del santuario c'è un quadro votivo del 1693 che illustra la leggenda. Si vede un pastore con due croci in mano, mentre la terza viene portata via dall'acqua. Da questo miracolo delle acque con le tre croci ebbe origine il Santuario delle Tre Fontane Sante di Trafoi. Il credo popolare attribuisce miracolosi effetti a queste acque, però bisogna bere da tutte e tre le sorgenti.
Dopo la morte dell'eremita Johannes de Grava, il luogo del suo operato venne dimenticato dai pochi abitanti della valle. Ma la Madonna, non senza motivo, aveva scelto questo luogo per elargire le Sue grazie divine. La tradizione racconta una leggenda sul ritrovamento dell'Immagine Miracolosa. Un povero taglialegna volle abbattere un albero nei dintorni ove aveva vissuto padre de Grava. Ai primi colpi di scure, uscì una voce dalla pianta: "Taglia pure, ma non tagliare Me". L'uomo si spaventò e, sentendosi in vicinanze celesti, si gettò in ginocchio. Quando osò alzare gli occhi, vide il volto amabile della Madonna. Sull'albero fra i rami, c'era l'Immagine della Madonna, che ancora oggi si venera nel Santuario. In questo luogo subito dopo questo avvenimento venne costruita una piccola cappella in legno. In seguito molti devoti vennero ad ammirare la Madonna ritrovata miracolosamente. La cronaca parla di una processione del 1526 e della decisione di costruire una cappella in muratura. Ma ciò avvenne soltanto cento anni dopo, quando fu costruita la cappella di Loreto (1645), che ancora oggi si trova davanti alla chiesetta. (...)
Il Santuario delle Tre Fontane dispone di due fonti di grazia: l’acqua benefica e l’immagine miracolosa della Madonna.

Il nome del paese venne modificato col passare degli anni e dei secoli. Nel 1304 era Traful, nel 1327 Trefulio, nel 1485 Trefoi, nel 1741 Trofoi, nel 1840 Trofoy e dal 1863 Trafoi; gli abitanti odierni dicono Trafui. Si pensò che il primo nome Traful (Trefisol) derivasse da "Tribulium" (acqua in bollimento). Poi si considerò il numero "tre" e cioè, tre foglie, tre foci, tre casolari o masi, tre focolari. Le più recenti indagini considerano che derivi da Tra-auer cioè "sentiero contorto".
Trafoi iniziò ad essere abitato verso il 1520. Già a quei tempi viveva nella valle la stirpe dei Thöni, quindi dei Platzers e degli Ortler.

*Bibliografia: Tratto da un opuscolo che si può trovare all'interno del Santuario delle Tre Fontane, edizione italiana di Thöni Matthias.

**Questo non è scritto da alcuna parte, ma una leggenda asserisce che quando la Terza Croce si troverà, il potere delle Tre Croci si unirà, le Tre Fonti miracolose smetteranno di versare acqua e allora verrà il momento in cui, la fine del Mondo sarà davvero vicina.

Trafoi iniziò ad essere conosciuto verso il 1825 con l'apertura della strada del Passo dello Stelvio voluta dall'Imperatore Francesco d'Austria, ma la maggior frequentazione di questi luoghi da parte di visitatori provenienti dall'area culturale anglosassone avvenne intorno al 1877. Il motivo è riconducibile ad un omicidio che rese famosa di colpo Trafoi soprattutto in Inghilterra.
Il 16 luglio 1876 il quarantenne francese Henry Perreau, chiamato de Tourville, sulla strada dello Stelvio, nel tratto tra Sottostelvio e Trafoi, nei pressi della Rocca Bianca (ove è stata posta una piccola lastra di marmo ), assassinò la moglie inglese Madaleine, nata Miller. L'omicidio e il processo, svoltosi a Bolzano nell'anno 1877, trovarono un ampio riscontro su tutta la stampa mondiale. Tourville tra I'altro fu condannato a morte, più tardi la pena fu commutata con venti anni di prigione, ma morì dopo 14 anni. Il motivo dell'omicidio fu il tentativo di impossessamento dell'eredità della moglie.
Lo slancio a livello turistico, vero e proprio, si ebbe in particolare dal 1895 con la costruzione del Grand Hotel Trafoi ad opera di T. Christomannos. Il Grand Hotel (300 letti) faceva parte di una catena di alberghi costruita in concomitanza con la Strada delle Dolomiti e l’Hotel sul lago di Braies in Val Pusteria. L’albergo è andato distrutto nel 1917 da un incendio e non è stato più ricostruito.
Oggi sono ancora visibili i resti ed all'interno sono stati costruiti i servizi igienici del campeggio.
Il turismo, per ovvie ragioni, rimase sospeso nella prima guerra mondiale essendo il territorio zona di guerra e nella seconda quale presidio di confine militare.
Nel 1918, alla fine della Prima Guerra Mondiale, Trafoi e tutto il Trentino Alto Adige vennero annessi all'Italia.
La zona dimostrava di essere senz'altro un'area naturale da proteggere e Trafoi è rimasto inevitabilmente al centro del Parco Nazionale dello Stelvio istituito con L. nr. 740 del 24 aprile 1935.
Nel 1951 Georg Thöni costruì, su iniziativa privata e aiutato da altri albergatori di Trafoi, uno skilift, il primo della Val Venosta. I quattro albergatori si accollarono tutte le spese poiché nessuna banca né la Provincia di Bolzano volevano investire in una simile ardita impresa. La gratuita pubblicità del luogo la fece Gustav Thöni, nato proprio a Trafoi nel 1951, divenne campione del mondo di sci negli anni '70 e tutti si interessarono a questo piccolo paese. Dal 1971 al 1976 i pernottamenti in Alto Adige passarono dai due ai tre milioni.
Seppur nessuno ha dimenticato le imprese di questo grande sciatore, oggi Trafoi, in Alto Adige e nel Tirolo austriaco, è conosciuto soprattutto per il Santuario della Madonna delle Tre Fontane, luogo di grande energia mistica e non per pochi, anche miracolosa....
E' senz'altro storia di Trafoi la tradizione della processione per la Madonna delle Tre Fontane che avviene in due momenti ben precisi: il lunedì dopo la domenica di Pentecoste (dal paese al Santuario delle Tre Fontane) e l'ultima domenica di settembre (dal Santuario alla Chiesa del paese). Il primo pellegrinaggio in processione risale all'anno 1526.

Nei pressi del Santuario gli alpinisti esperti sono a conoscenza che c'è uno dei sentieri per le scalate all'Ortles (m. 3.905 s.l.m.), cima più alta delle Alpi Orientali e scalata per la prima volta nel 1804.

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