VALMALENCO (SO): Escursione al Ghiacciaio Fellaria (m. 2.604 s.l.m.)Fotografie e appunti di viaggio di Roberto Carannante |
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Mi ha stupito sapere che un ghiacciaio a m. 2.600 s.l.m. possa esistere ancora, quindi volevo assolutamente vederlo. Un ambiente direi quasi soprannaturale, visto anche la presenza di un branco di stambecchi sulla riva del lago, formatosi dallo scioglimento del ghiaccio. Si è deciso di fare questa escursione dividendola in due: la prima parte il ghiacciaio visto dal basso e la seconda parte il ghiacciaio visto dall'alto. Pochi giorni prima di partire leggo che nel novemnbre 2025 c'è stata una grossa frana sulla strada che porta alla base di partenza di queste due escursioni. Pertanto le auto almeno nel 2026 non possono arrivare al parcheggio della Diga Alpe Gera, ma devono essere posteggiate molto prima in località Tornadri e da qui con scarse indicazioni (poi si scoprirà che bisogna prendere il sentiero per località Franscia), camminare per circa 40 minuti in ripida salita, fino a prendere delle apposite navette (a/r) con orario risicato 09-11 e 16-18,30. Insomma, tutto questo ha creato non pochi problemi. Quando ho prenotato al Rifugio Bignami, i gestori avrebbero potuto informare della situazione, si sarebbe potuto optare per il 2027. Di fatto si giunge a Campo Moro (m. 2.000 s.l.m.) con navetta ore 11.06 e al Rifugio Bignami (m. 2.401 s.l.m.) ore 13.00. Dopo pranzo destinazione ghiacciaio, per fortuna il bel tempo rimane per tutto il giorno, partenza dal Rifugio Bignami ore 14.08 arrivo al fronte del ghiacciaio (m. 2.604 s.l.m.) ore 15.38. Il secondo giorno dal rifugio partiamo con un po' di ritardo, arriviamo alla base dell'escursione verso Cima Fontana alle ore 09.00. Una sensazione mi assale, seppur si poteva riuscire nei tempi, il fatto che vi fosse un'ultima navetta (in mezzo al nulla), alle 18.30, ho invitato i miei amici a rinunciare. Se avessimo potuto posteggiare sotto la diga Alpe Gera, si andava sicuramente, ma rimanere costretti da un orario ben preciso, quando in montagna la fretta non è una buona compagnia, abbiamo deciso di soprassedere, almeno questa volta, con alcun rimpianto, anche perchè il rientro verso la nuova destinazione è stato molto lungo. |
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La Diga Alpe Gera. |
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La Diga Campo Moro. |
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Percorriamo tutta la diga e prendiamo il sentiero in direzione del Rifugio Bignami. |
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Eccoci arrivati al RIFUGIO BIGNAMI m. 2.401 s.l.m. |
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Nei pressi del Rifugio Bignami vi è questa targa a Luigi Marson (il sentiero glaciologico ha preso il nome dell'alpinista, glaciologo e geologo). |
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La targa invitava a scattare una foto per verificarne il cambiamento. |
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Dopo pranzo prendiamo il sentiero Luigi Marson. |
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Il sentiero glaciologico Luigi Marson inizialmente è agevole, ma dopo la deviazione dei rami B e C, diventerà un po' più impegnativo. |
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Durante il percorso vi sono delle indicazioni su dove arrivava il ghiacciaio. |
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Uno sguardo sul Rifugio Bignami. |
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Foto Marco F. |
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Foto Marco F. |
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Al cospetto del Ghiacciaio Fellaria vi sono queste indicazioni. |
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Il ghiacciaio del Fellaria, situato in Valmalenco (Sondrio), si sta consumando rapidamente a causa del riscaldamento globale, trasformandosi in un emblema della crisi climatica sulle Alpi. Fino a pochi decenni fa si presentava come una distesa immensa e imponente di ghiaccio vivo. Oggi, quel gigante ferito si sta consumando sotto i nostri occhi. Al posto della lingua glaciale che scendeva fiera tra le rocce, ora si estende un lago grigio e freddo. Questo specchio d'acqua raccoglie i frammenti di una storia millenaria che si scioglie.I crolli delle sue pareti verticali, che scaricano enormi iceberg nell'acqua sottostante, non sono uno spettacolo della natura. Sono il grido di aiuto di un ecosistema al collasso. Camminare lungo i sentieri che portano al Fellaria significa fare un viaggio nella memoria della Terra. Significa anche comprendere la fragilità del nostro pianeta. Ogni goccia che cade da quelle pareti di ghiaccio azzurro è un promemoria silenzioso. Ci ricorda che il cambiamento climatico non è un'ipotesi futura, ma una realtà che sta cancellando la bellezza più pura delle nostre montagne. Il Fellaria svanisce e con lui se ne va un pezzo del nostro futuro. Siamo andati a vederlo finchè respira. |
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Foto di Andrea G. |
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Foto Marco F. |
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Foto Marco F. |
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Foto Marco F. |
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Per la mattina seguente era prevista l'escursione sulla Cima Fontana, qui di seguito il panorama che avremmo trovato (foto dal web). Siamo arrivati alla base di partenza intorno alle 09.00, seppur sarebbero state impiegate circa h 3,5 andata e h 3 al ritorno, mancavano ancora h 1,40 per Campo Moro. Per la navetta del ritorno forse sarebbe stato possibile effettuare l'escursione, ma non si è voluto rischiare. Come è stato detto l'auto non era sotto la Diga dell'Alpe Gera che avrebbe permesso un rientro indipendente dagli orari altrui. Purtroppo questi inconvenienti (come per es. il mal tempo) possono annullare certe programmazioni. La foto credo che risalga a 4-5 anni fa quando il Lago (ormai si parla di questo) Fellaria era molto più piccolo. Peccato per l'escursione mancata, il panorama meritava davvero! |
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Lasciamo il Rifugio Bignami e scendiamo per il sentiero verso l'Alpe Gembrè (cartina dal web). |
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Alpe Giambrè. |
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Alpe Val Poschiavina. |
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Alla fine del Lago Gera, scendiamo dalla diga e ritroviamo la Diga di Campo Moro |
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